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Hermenegildo Bustos, 1832 - 1907

Dolores Hoyos Questo ritratto di Dolores Hoyos, oltre a perpetuare la memoria del soggetto nei ricordi della famiglia e degli amici, mostra il realismo che caratterizzava il linguaggio pittorico di Hermenegildo Bustos, al quale interessava riflettere sui connotati di ogni viso i fardelli emotivi e psicologici dei suoi soggetti, diversamente dall'idealizzazione che permeava i ritratti della seconda metà del diciannovesimo secolo.

Dolores Hoyos ci viene presentata come una giovane donna che tiene delicatamente tra le mani un fiore bianco, una magnolia. A questo fiore vengono attribuite nobiltà di spirito e purezza, tra le altre simbologie. Questi attributi erano tipici della giovinezza, ma possono anche simboleggiare una perdita: la giovane è raffigurata vestita completamente di nero, come se fosse in lutto, e sebbene questa sia solo una delle interpretazioni, è altresì una possibilità.

Gli accessori indossati dalla giovane donna sono semplici: un paio di orecchini, una collana allacciata con un fermaglio di opale e alcuni anelli senza particolari dettagli, in confronto alla quantità di gioielli ed accessori indossati dai soggetti dei ritratti tipici dell'epoca di Bustos, cosa che suggerisce che l'artista potesse appartenere alla classe media. Nel vestito nero il pittore riesce a far risaltare delle pieghe solo con poche pennellate leggermente più chiare; i vestiti e lo sfondo contrastano con la carnagione bianca della ragazza e con il candido fiore.

Dolores Hoyos sembra impassibile, e sebbene il suo sguardo sia rivolto all'osservatore, sembra vitreo. La donna ha un'espressione solenne, come tutti i soggetti dei ritratti di Bustos. E' raro se non impossibile trovare l'ombra di un sorriso in tutti i suoi ritratti, compresi quelli di bambini, ma nonostante la seriosità l'artista riesce a catturare, nelle sue opere, un tratto che rivela il carattere della persona che ha posato per lui.

Una delle preoccupazioni di Hermenegildo Bustos era quella di rendere accuratamente la fisionomia dei suoi modelli, che è il motivo alla base delle espressioni forti e severe, ma anche delicate e gentili che si trovano nelle sue opere. Nei suoi dipinti, elementi iconografici come il fiore di magnolia che vediamo qui apparivano regolarmente. Dal 1850 in poi, una serie di elementi costanti cominciano ad apparire nei suoi dipinti, sia tecnici che formali; per ventidue anni aveva usato lamine di alluminio o tessuti come supporto, e quasi ogni volta presentava le figure di tre quarti, in formato rettangolare, proprio come in questo dipinto, realizzato nel 1864. - Maestro Carlos Uzcanga Gaona.

Presentiamo il dipinto di oggi grazie al Museo Blaisten :)

blabla

Martin Johnson Heade, 1819 - 1904

magnolia'sQuesta sensuale e decorativa immagine risale alla parte finale della lunga, variegata ed itinerante carriera di Martin Johnson Heade. Nei suoi viaggi compiuti attraverso quasi tutti gli Stati Uniti, in Inghilterra, nell'Europa continentale e (in tre diverse occasioni) in Brasile, produsse opere che spaziavano da incontaminate vedute delle paludi saline della West Coast o lussureggianti paesaggi tropicali, ad immagini di orchidee e colibrì esotici.

All'età di sessantaquattro anni, Heade si stabilì a Saint Augustine, in Florida, dove cominciò a dipingere dettagliate composizioni di fiori del posto, come le rose Cherokee, fiori d'arancio e magnolie. Distesa sul velluto come un'odalisca, la sinuosa magnolia è resa meticolosamente nei toni tenui e pallidi, ed illuminata da una luce così viva che l'immagine evoca quasi l'iperintensità di un sogno. L'atmosfera calda e allettante è quasi palpabile, così come il profumo inebriante e pungente del fiore. Bellissimo!

P.S. Qui trovate alcune illustrazioni botaniche così belle che potrebbero essere considerate vera e propria arte!

Oggi è il compleanno di Ela, il membro principale del nostro team responsabile delle traduzioni e del marketing Buon compleanno Ela! : DD

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Kazimir Malevič, 1879 - 1935

society in top hatsProseguiamo il nostro mese speciale dedicato alla collezione del Museo di Stato Russo con questa fantastica opera giovanile di Malevič.

In questo dipinto del 1908 intitolato Riposo o La società col cappello a cilindro, Malevič, alla ricerca di un nuovo percorso di vita e artistico, raffigura un paradiso terrestre. La scena costituisce una sinfonia pittorica ricca di immagini piacevoli, positive e allegre: l'artista si diletta con le qualità estetiche della composizione e, di primo acchito, la composizione è nientemeno che idilliaca.

Curiosamente, questo quadro pone in evidenza anche la predilezione di Malevič per la parodia, dal momento che fu evidentemente eseguito in risposta al famoso dipinto di Édouard Manet. Tuttavia, in questo riferimento al tanto celebrato motivo di Manet, egli ha inserito un uomo che minge. Tale aggiunta conferisce al dipinto un discreto tratto umoristico, il quale non solo suscita lo stupore dell'osservatore, ma capovolge inoltre quella prima impressione di una scena idilliaca. Forse possiamo considerare quest'opera una canzonatura da parte del giovane genio artistico?

In questi ultimi giorni di gennaio non dimenticatevi di dare uno sguardo ai nostri calendari artistici del 2021 :)

P.S. Qui c'è tutto ciò che dovete sapere sul suprematismo e Kazimir Malevič.

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William-Adolphe Bouguereau, 1825 - 1905

inferno

Vi prego, guardate questo dipinto e, per favore, ditemi: come si può non amare l'arte francese del Diciannovesimo secolo? :)

L'opera rappresenta una scena tratta dalla Divina Commedia di Dante, nella quale si narra il viaggio di Dante attraverso l'Inferno insieme alla sua guida Virgilio. In questa scena lo scrittore e il suo mentore stanno osservando dall'alto due anime dannate avvinghiarsi in una lotta eterna. Una delle due anime è l'alchimista ed eretico conosciuto come Capocchio. Egli viene morso sul collo dal falsario Gianni Schicchi, che era ricorso alla frode per rivendicare l'eredità di un altro uomo.

Negli anni cinquanta dell'Ottocento Dante era molto popolare e amato tra gli esponenti del Romanticismo, e certamente il critico e poeta Théophile Gautier fu molto lusinghiero nell'affermare che "Gianni Schicchi si lancia su Capocchio, suo rivale, con una strana furia, e Monsieur Bouguereau ritrae magnificamente, attraverso la resa di muscoli, nervi, tendini e denti, la lotta tra i due combattenti. Vi sono rancore e forza in questa tela - la forza, una qualità rara!" Tutto in questo dipinto sottolinea la sensazione di terribilità e orrore: un tema sul quale Bouguereau non sarebbe più tornato.

Auguriamo un fantastico sabato a tutti! ;) Se ancora non possedete un calendario per il 2021 e voleste comprarne alcuni con un'opera d'arte diversa ogni giorno, vi invitiamo a visitare il nostro negozio!

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Edvard Munch, 1863 - 1944

Inger in BlackEdvard Munch esercitò la professione di artista per oltre sessant'anni. Fu un uomo creativo, ambizioso e un gran lavoratore. Produsse circa duemila dipinti, centinaia di opere grafiche e migliaia di disegni. Inoltre, scrisse poesie, narrativa e diari. L'Urlo, Madonna, Morte nella stanza della malata e altre opere simboliste degli anni novanta dell'Ottocento l'hanno reso uno degli artisti più famosi del nostro tempo. Edvard anelava a diventare un artista fin dal principio, e possedeva senza dubbio un raro talento. Tuttavia, suo padre non gli permise di perseguire il suo sogno, così Edvard intraprese un percorso di studi in ingegneria. Appena un anno dopo però, egli decise di opporsi al padre e si trasferì dalla facoltà di ingegneria alla Scuola nazionale norvegese d'Arti e Mestieri di Kristiania (oggi Oslo).

Era evidente a tutti i membri della comunità artistica norvegese che il ragazzo fosse dotato di un vero talento. Nel 1883, all'età di 20 anni, debuttò presso la Høstutstillingen (la Mostra Nazionale d'Autunno di Oslo). Nel 1886 Munch strinse amicizia con lo scrittore anarchico Hans Jæger, una figura di spicco nella comunità bohémien di Kristiania. Questa convinse Munch che le arti dovevano rinnovarsi per arrivare alle persone e per acquisire rilevanza nelle loro vite. Da questo momento fino alle sue ultime pennellate, la sua attività artistica può essere riassunta in una sola parola: sperimentazione. Egli non si curava delle "regole" imposte per realizzare la cosiddetta buona arte. Le sue tecniche, sia in pittura che nell'arte grafica, erano innovative.

Munch trasse ispirazione dalle opere teatrali di Henrik Ibsen, incentrate sui conflitti esistenziali dell'umanità. Temi come la morte, l'amore, la sessualità, la gelosia e l'ansia furono fondamentali per i suoi primi lavori, e alcune tematiche scaturirono dalla sue vicende personali.

Inger era la sorella minore di Munch. Un ritratto meraviglioso, non credete? Le donne

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Gunnlaugur Scheving, 1904-1972

haal de walvis aan boordGunnlaugur Scheving, nacque a Reykjavik, e in seguito andò a vivere con i genitori adottivi nell'Est dell'Islanda. Dopo essersi trasferito a Reykjavik nel 1920, Gunnlaugur seguì delle lezioni d'arte private con lo scultore Einar Jónsson e presso la scuola di disegno di Guðmundur Thorsteinsson, conosciuto come Muggur. Nel 1923 si recò a Copenhagen, dove frequentò una scuola d'arte privata per un anno, prima di studiare per cinque anni alla Det Kongelige Akademi for de Skinner Kunster (l'Accademia Reale Danese di Belle Arti). Tornò poi in Islanda, proprio mentre scoppiava la Grande depressione, e trascorse gli anni seguenti in condizioni di vita disagiate in diversi villaggi di pescatori e dal 1935 a Reykjavik.

I dipinti di Gunnlaugur ritraenti pescatori e le loro vite richiamarono da subito l'attenzione e questo sarebbe divenuto uno dei suoi temi principali. In questo enorme dipinto, intitolato Issando lo squalo a bordo, Hauling the Shark Aboard, l'artista comunica un'immagine realistica dei pescatori islandesi e della loro lotta contro le forze della natura. Noi vediamo solo un lato della loro barca e abbiamo solo un'impressione di come sia sbattuta dalle onde. Potenti diagonali tagliano il campo dell'immagine, e il dipinto acquisisce una forte energia dinamica. Il pescatore, serio e sicuro, è il punto focale dell'opera, la gamma di colori rievoca il clima e la luce. Esistono molteplici bozze e schizzi di quest'opera ambiziosa, che mostrano come l'artista avesse esplorato e sviluppato questo soggetto alla ricerca di una composizione perfetta.

Nei suoi quadri Gunnlaugur cercò di ritrarre il rapporto unico e stretto tra l'uomo e la natura, attraverso la vita e l'attività dei lavoratori islandesi sia per mare che sulla terra ferma. Grazie a un impianto formale e piani di colore semplici, le sue opere acquisiscono un significato simbolico, estrapolato dal particolare al generale e universale. Le sue scene di vita rurale sono simboli di giorni passati, come esemplificato dalla poesia di fine Diciannovesimo secolo; i suoi dipinti di vita peschereccia invece riflettono i tempi che cambiano, con l'automatizzazione e industrializzazione del settore della pesca. L'importante dimensione dei quadri di Gunnlaugur Schevings e la tecnica adoperata gli hanno garantito un posto d'eccezione nella storia dell'arte islandese.

La collezione della Galleria Nazionale d'Islanda (grazie alla quale presentiamo il quadro di oggi) comprende più di 1800 opere lasciate in eredità da Gunnlaugur. Queste includono 12 dipinti ad olio e un gran numero di acquarelli e disegni, dagli schizzi alle opere finite.

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Johann Wilhelm Schirmer, 1802 - 1866

zeeJohann Wilhelm Schirmer si colloca fra i grandi innovatori della pittura paesaggistica in Germania nel Diciannovesimo secolo. Era capace di catturare la natura nei suoi studi ad olio in modo strabiliante.

Questo suo primo studio per paesaggio marino mostra il mare mosso della costa della Normandia nel 1836 con tutte le caratteristiche di uno scatto istantaneo, già tre anni prima che le tecniche fotografiche fossero rese pubbliche. La stretta inquadratura dell'immagine enfatizza l'intensità dello spettacolo naturale: le onde grigioverdi che si infrangono e la spuma selvaggia in primo piano e sulle rocce nella parte destra del quadro, la quale solo in minima parte ma molto efficacemente esalta la composizione. L'angolo di campo che inquadra l'acqua è così vicino e inclinato che all'occhio viene offerta solo una fascia di cielo incredibilmente sottile sull'orizzonte.

Il dipinto di Schirmer è parte di un'intera serie di simili studi illusionistici, i quali rivelano il suo fantastico genio artistico. Al di là del suo talento nel riprodurre fedelmente le diverse fasi di strutture geologiche, acqua e luce fino al più piccolo dettaglio, vi erano altri due aspetti importanti per questa composizione: primo, la sua sensibile capacità d'osservazione, che lo portò sempre ad esercitare il suo occhio nella natura, e, secondo, un'incredibile potere intellettivo per l'astrazione, che si fa particolarmente evidente nello studio marino.

Quando dipinge di fronte alla natura, l'artista osserva a turno il soggetto e il suo cartone telato. Per questo quadro, Schirmer stette in piedi di fronte alla spiaggia e guardò le onde infrangersi rapidamente. Tuttavia, ogni volta che sollevava lo sguardo dal dipinto, la situazione che aveva appena osservato era mutata, di conseguenza egli catturava innumerevoli momenti con i suoi occhi e li assemblava infine in un piccolo dipinto raffigurante una natura stupefacente e affascinante che a noi appare come un unico istante.

Presentiamo l'opera di oggi grazie alla Staatliche Kunsthalle Karlsruhe.
P.S. Vi manca l'estate? Qui potete trovare sette paesaggi marini del Luminismo americano, per farvi desiderare una vacanza al mare!

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Joaquín Sorolla, 1863 - 1923

dopo il bagno Nonostante le spiagge di Joaquín Sorolla solitamente diano sfoggio di un'incredibile varietà di immagini e di un interesse per la tematica, alcuni esempi nella sua intera produzione mostrano la complessa commistione di elementi narrativi, riferimenti artistici, pennellate fulgenti e meravigliosi effetti illusionistici dati dai giochi di luce, come in Dopo il bagno.

La scena è semplice con le figure posizionate vicino all'osservatore. Una giovane coppia si incontra sulla spiaggia: lei è appena riemersa dalle onde e le pieghe umide della sua bata (la veste da bagno) aderiscono al suo corpo adolescente. Un bottone si è sbottonato e, mentre si gira per sistemarlo, sorride pudicamente verso il giovane pescatore (caratterizzato dal cappello di paglia), il quale regge il suo telo da bagno. Lo sguardo incantato di quest'ultimo suggerisce che il fascino della giovane abbia sortito l'effetto desiderato: gli spettatori spesso scherzano sul fatto che lui è un pescatore e lei l'abbia fatto abboccare.

La storia narrata è palesemente erotica ma leggermente umoristica nel suo risvolto psicologico e, sorprendentemente, per niente licenziosa. La luce si riversa su di loro direttamente da una fonte in alto a destra, riflettendosi sull'acqua (lasciando dei tocchi di blu sui piedi di lei), rimbalzando sulla sabbia verso l'alto sotto forma di ombre, e propagandosi poi attraverso il telo in una sinfonia di tonalità di giallo, rosa e acquamarina. Lo sfondo è completamente astratto.

Benché l'immagine sembri apparentemente spontanea, essa è ispirata a famose opere d'arte. Il motivo della composizione è infatti identico a quello del celebre capolavoro del Rinascimento italiano, La nascita di Venere di Sandro Botticelli (1445 - 1510), che rappresenta la dea nascere dalle onde, con un'ancella che sorregge un telo dietro di lei.

Inoltre, la figura della giovane donna di Valencia, anche se chiaramente dev'essere stata ritratta di persona, corrisponde ad un'antica statua che Sorolla conosceva bene, conservata nei musei di Roma e Parigi: la Afrodite del Fréjus o Venere Genitrice. L'artista fu talmente rapito da questa scultura che ne sistemò una copia nel proprio giardino a Madrid.

Di conseguenza, questi esempi rivelano l'abilità di Sorolla nell'assimilare opere d'arte del passato e integrarle perfettamente nelle sue splendide immagini della Spagna dei primi anni del Ventesimo secolo.

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Joaquin Sorolla y Bastida was a Spanish painter whose style was a variant of Impressionism. His best works, painted in the open air, vividly portray the sunny seacoast of Valencia. He is famous of dexterous representation of the people and landscapes under the bright sunlight of his native land and sunlit water.

1. Joaquín Sorolla had a sad childhood
Sorolla was from a poor family and was orphaned at age two – his parents probably died from cholera. Joaquin with his sister were thereafter cared for by their maternal aunt and uncle. Luckily, his artistic talents were quite visible and he received his initial art education at the age of 9 in his native town.

2. He was talented from the early beginning
Sorolla displayed an early talent and was admitted to the Academy of San Carlos in Valencia at age 15. After further studies in Madrid, where he vigorously studied master paintings in the Museo del Prado we went to Rome and Paris. Then he returned to Valencia. Initially, he painted historical and social realist works, one of which, Another Marguerite (1892), was his earliest success. The painting was awarded a gold medal at the National Exhibition in Madrid, then first prize at the Chicago International Exhibition, where it was acquired and subsequently donated to the Washington University Museum in St. Louis, Missouri.

3. He painted his family often
In 1888, he married Clotilde Garcia del Castillo, who soon bears him 2 daughters and a son. His family became quite a popular theme in his oeuvre.

4. For the first time in art history he painted children with polio
A great turning point in Sorolla’s career was marked by Sad Inheritance (1899). This extremely large canvas depicted crippled children bathing at the sea in Valencia, under the supervision of a monk. The polio epidemic that struck some years earlier the land of Valencia. The painting earned Sorolla his greatest official recognition, the Grand Prix and a medal of honor at the Universal Exhibition in Paris in 1900, and the medal of honor at the National Exhibition in Madrid in 1901. After this painting Sorolla never returned to a theme of such overt social consciousness.

5. The turned to Impressionism
In 1906 Sorolla exhibited for the first time at the galerie Georges Petit in Paris, one of the main impressionist galleries. It was a resounding success and helped establish Sorolla’s international reputation. The show included nearly 500 works, early paintings as well as recent sun-drenched beach scenes, landscapes, and portraits, a productivity which amazed critics and was a financial triumph. Recently Museo Sorolla in Madrid opened the exhibition “Sorolla and the Paris Years” which demonstrates how he created a surprising, innovatory style in late 19th-century Paris. The exhibition will be opened until March 19th, then it travels to Kunsthalle Munich.

6. He became a star in United States
In 1908 Sorolla met philanthropist and collector Archer Milton Huntington, who made him a member of The Hispanic Society of America in New York City, and invited him to exhibit there in 1909. The exhibition comprised 356 paintings, 195 of which sold. Sorolla spent five months in America and painted more than twenty portraits.

7. He was commissioned to paint monumental murals
The Hispanic Society of America commissioned him to paint decorative scenes for its library in New York City depicting life in the various provinces of Spain. It took Sorolla seven years, from 1912 to 1919, to complete the series which left him exhausted. He suffered a stroke in 1920, which left him paralyzed on his entire left side and unable to work. He died three years later at the age of 60 in his home.

8. There is a museum of his name
In 1932 in artist’s house in Madrid was turned into a museum, now known as the Museo Sorolla. This typical Spanish house from the first half of the 20th Century was his home and workshop for the last 11 years of his life. His family turned over his estate to the Spanish State, which decided to convert it into a museum showcasing his many paintings and personal belongings (sculptures, letters, textile, furniture, etc.) which the painter collected throughout his life.

Mary Cassatt, 1844 - 1926

mary cassattMary Cassatt è stata una pittrice di spicco del movimento impressionista, l'unica americana tra i francesi; ma prima di stringere amicizia con Edgar Degas e il restante gruppo di artisti ispirati ad Edouard Manet, dipingeva in modo più realistico. Per questo quadro scelse un soggetto squisitamente spagnolo, dipingendo un torero in pompa magna, durante un soggiorno prolungato a Siviglia.

Dopo aver concluso la sua formazione a Filadelfia e a Parigi, Cassatt si avventurò da sola in Spagna per studiare i maestri locali e per seguire il percorso artistico dei pittori moderni (a proposito, anche Manet era affascinato dalla cultura spagnola).

Per rappresentare il torero in un momento di relax, lontano dallo spettacolo e dalla violenza dell'arena, Cassatt omise qualsiasi elemento narrativo. Al contrario, con una sensibilità modernista, si focalizzò sulla figura maschile che posa in maniera disinvolta, e impiegò una pennellata vigorosa e un ricco uso del colore per delinearne il costume. Tuttavia, la caratteristica spavalderia del torero suggerisce il corteggiamento con un'interlocutrice al di là della cornice.

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Nathan Altman, 1889 - 1970

dichteresE' domenica, quindi è il momento della nostra collaborazione mensile speciale con la collezione dello State Russian Museum. :) Godetevela! Anna Andreyevna Akhmatova (Gorenko) fu una poetessa, figura di spicco dell'Epoca d'argento, periodo della cultura russa che comprende gli anni dal 1890 al 1917 circa.

Quest'epoca, a volte definita "romantica", è solitamente posta in contrasto con il periodo classico della cultura russa, la cosiddetta Età d'oro, quella di Puškin (prima metà del diciannovesimo secolo).

Questo ritratto è una delle più squisite tra le opere di Nathan Altman. Fu ispirata dalla poesia di Anna Akhmatova, dalla conoscenza dell'artista con la poetessa, avvenuta nel 1911 a Parigi e dai loro incontri al cabaret "Cane randagio" di San Pietroburgo. Anna Akhmatova è ritratta come i suoi contemporanei la ricordavano: una giovane donna malinconica, alta e magra, con il profilo deciso e la frangetta.

Mentre lavorava a questo ritratto nello studio sul lungofiume Tuchkov, Altman decise di non realizzare un'ambientazione concreta: la poetessa è raffigurata su uno sfondo di cristalli luccicanti, che simboleggiano il mondo dei sogni astratti e sublimi.

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Franz von Stuck, 1863 – 1928

assepoesterFranz von Stuck fu un pittore, scultore, incisore ed architetto tedesco. Era maggiormente noto per i suoi dipinti a tema mitologico ed i suoi seducenti nudi femminili sono tra i principali esempi di contenuti simbolisti popolari. Von Stuck poneva molta attenzione alla scelta delle cornici per i suoi dipinti, e solitamente le progettava lui stesso, facendo sapiente uso di pannelli, incisioni ed iscrizioni che rendevano le cornici di fatto parte integrante delle sue opere.

Sebbene abbia goduto di popolarità ad un certo punto della sua carriera, all'epoca della sua morte l'importanza artistica di von Stuck era stata quasi dimenticata: la sua arte era considerata fuori moda ed irrilevante agli occhi della generazione che aveva vissuto la prima guerra mondiale. La fama di von Stuck rimase quindi offuscata fino alla fine degli anni '60, quando un rinnovato interesse per l'Art Nouveau lo riportò alla ribalta.

Nel 1899, quando von Stuck realizzò questo dipinto, la fiaba di Cenerentola era molto popolare, grazie ai fratelli tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm, che pubblicarono il loro libro di fiabe nel 1812 e nel 1819. Il titolo della fiaba è "Aschenputtel" ("Cenerentola" in italiano), e la versione dei Grimm è molto intensa: qui il padre di Cenerentola non muore, e le sorellastre si mutilano i piedi pur di riuscire a calzare la scarpetta. Non c'è alcuna fata madrina, bensì un albero magico di nocciòlo che la protagonista aveva piantato sulla tomba della madre. Nella seconda edizione della raccolta di fiabe (1819), i Grimm ampliano la versione originale del 1812 con una aggiunta al finale nel quale le sorellastre ricevono una terribile punizione per la loro crudeltà.

Comunque è un bellissimo ritratto, vero?

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Jean Louis Théodore Géricault, 1791 - 1824

vlot Medusa"La zattera della Medusa” di Jean Louis Théodore Géricault è un dipinto impressionante sia dal punto di vista delle dimensioni (4,91 x 7,16 metri!), che da quello del soggetto.

Il dipinto raffigura un istante del naufragio del Medusa, una fregata francese che navigava lungo la costa del Senegal nel 1816. A causa di una carenza di scialuppe, fu realizzata una grande zattera sulla quale 150 naufraghi intrapresero quello che credevano sarebbe stato il viaggio verso la salvezza.

Seguì un calvario lungo tredici giorni: con pochissime provviste e acqua potabile, molti morirono di stenti e altri si dovettero dare al cannibalismo per sopravvivere. Alla fine solo una manciata di uomini sopravvisse. Géricault scelse di raffigurare il momento in cui i naufraghi avvistano una nave all'orizzonte: alcuni di essi sono storditi, altri ormai morenti, altri ancora si sbracciano disperati nella speranza del soccorso.

Questo naufragio rappresentò uno scandalo nella storia francese, e non era certo un evento che si voleva vedere immortalato. Géricault decise di dipingere questo quadro senza commissione, dato che era un evento ancora recente e di cui si parlava moltissimo. Il dipinto fece scalpore e divenne un'icona del Romanticismo francese. L'artista si preparò per quest'opera studiando dei veri cadaveri, analizzandone il tono della carnagione e le espressioni; intervistò anche due sopravvissuti al naufragio.

Il governo non ebbe una reazione favorevole a questa macabra opera d'arte, ma il Louvre lo acquistò per la sua collezione. E' un dipinto sbalorditivo che comunica un vero senso di disperazione, e al contempo la forza dell'istinto di sopravvivenza dell'uomo.

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Jacques Joseph Tissot, 1836 - 1902

in de tuinJacques Joseph Tissot, anglicizzato in James Tissot, fu un pittore ed illustratore francese. Era un pittore di successo della società parigina prima di trasferirsi a Londra nel 1871.

Divenne famoso come pittore di genere di donne vestite alla moda mostrate in scene di vita quotidiana. Adoro i suoi dipinti! Uno dei miei maggiori rimpianti dell'anno scorso è stato il non essere riuscita a vedere la sua mostra al Musée d'Orsay di Parigi. Per fortuna abbiamo internet!

Nel 1875-76, Tissot conobbe Kathleen Newton, una donna divorziata che divenne la sua compagna nonché frequente modella. Diede alla luce un figlio, Cecil George Newton, nel 1876, che si ritiene fosse figlio di Tissot. Si trasferì ad abitare nella casa di Tissot a St. John's Wood nel 1876, e lì visse fino alla sua morte, avvenuta per tubercolosi nel 1882.

Tissot spesso si riferiva a quegli anni con la Newton come ai più felici della sua vita, un tempo nel quale aveva avuto modo di esaudire il suo desiderio di famiglia. Questo ritratto di gruppo comprende Kathleen Newton sulla sinistra, i suoi figli Cecil e Muriel Mary Violet Newton e altre due figure non identificate. L'ambientazione sembra essere il giardino di Tissot a St. John's Wood, Londra.

E' così bello e assolato!

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Wassily Kandinsky, 1866 - 1944

arancioneKandinsky realizzò queste due opere quando insegnava al Bauhaus, l'innovativa ed influente scuola tedesca modernista di arte e scultura, dove aveva cominciato a lavorare nel 1922. Le opere risalenti a questo periodo sono caratterizzate da linee precise e densi gruppi di forme geometriche semplici disposte senza un punto centrale. Nei suoi scritti Kandinsky analizzava gli elementi geometrici e i vari modi nei quali i loro colori, la loro posizione e la loro interazione potevano influenzare l'osservatore, sia fisicamente che spiritualmente.

Considerava il cerchio la forma più elementare, e riteneva avesse un significato cosmico.

P.S. La narrazione storica del Modernismo è decisamente occidentale; tuttavia, la storia di questo movimento è in realtà una costante fusione di oriente e occidente, di Europa e Giappone.

Hij beschouwde de cirkel als de meest elementaire vorm, en geloofde dat deze een kosmische betekenis had.

Samuel Dirksz van Hoogstraten, 1627 - 1678

Allievo di Rembrandt, Hoogstraten scrisse un trattato sulla teoria dell'arte nel quale esplorava la relazione tra tecnica pittorica ed illusione spaziale. La sua specialità era il trompe l’oeil, una tecnica di pittura che “ inganna l'occhio”, proprio come questo dipinto.

Un uomo anziano guarda fuori da una finestra meticolosamente dipinta, incorniciata dalla pietra. Secondo una tradizione che è oggigiorno considerata erronea, l'uomo ritratto è il rabbino Yom-Tov Lipmann Heller (1579–1654), che era riuscito ad ottenere il permesso per gli ebrei di vivere nel distretto Leopoldstadt di Vienna.

Il dipinto fu realizzato durante il soggiorno di Hoogstratens a Vienna. Presentiamo questo quadro piuttosto pessimistico grazie al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Dato che il nuovo anno è appena iniziato, date un'occhiata ai nostri calendari artistici del 2021 qui :)

P.S. il Secolo d'oro olandese è una delle nostre epoche artistiche preferite - qui potete leggere di più su Haarlem ed i suoi artisti durante questa fiorente epoca!

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Olga Rozanova, 1886 - 1918

scrttoioOggi inauguriamo la nostra collaborazione speciale mensile con lo State Russian Museum. :) Ci auguriamo che la amiate come la amiamo noi! Uno dei principali critici d'arte russi, Abram Efros, definì Olga Rozanova “una vera Futurista”.

Contrariamente alla maggior parte dei suoi amici e colleghi, che erano “solo servi della teoria”, la Rozanova era una delle “rare intime maestre del Futurismo”. Efros afferma: “E' difficile trovare qualcuno altrettanto spontaneo e libero nelle sue opere futuriste quanto la Rozanova.”

Una delle opere che il critico aveva in mente era Scrittoio. Olga Rozanova rimane fedele alla sua predilezione per gli oggetti della vita quotidiana, mentre la composizione è dettagliata e prolissa. Abram Efros scrive: “Questo Futurismo è il successore moderno della vecchia ed intima pittura di intérieurs. Non la rinnega, semmai la rimodella.”

uitgebreid - ontkennen - eerder

John William Waterhouse, 1849 - 1917

CirceIl racconto mitologico narra che Odisseo (Ulisse per i Romani) incontrò mille difficoltà nel tornare a casa dopo la guerra di Troia. Navigò per anni e anni senza riuscire a raggiungere la sua destinazione. Un giorno Ulisse e la sua ciurma approdano sull'isola di Circe, una potente maga, famosa per la sua vasta conoscenza di pozioni ed erbe. Circe, infuriata con questi uomini che avevano disturbato la pace della sua isola, li trasforma quasi tutti in porci. Ulisse riesce a convincerla a riportarli alla loro forma umana, resta a vivere sull'isola per un anno e ha anche dei figli con Circe, tra i quali Latino e Telegono.

Nel dipinto di oggi Circe offre ad Ulisse una coppa contenente una pozione con la quale lei voleva stregarlo come aveva fatto con il suo equipaggio. Ulisse è visibile nello specchio che si trova dietro il trono di Circe, mentre uno dei suoi uomini, trasformato in maiale, giace ai piedi di Circe.

A partire dal Rinascimento Circe fu presa come archetipo della donna predatrice: secondo alcuni, le sue gesta la resero famosa sia come maga che come donna sessualmente libera, e come tale è stata frequentemente raffigurata nelle arti.

P.S. William Waterhouse era totalmente affascinato da Circe, e ritrasse questo personaggio mitologico molte volte; si tratta di raffigurazioni veramente affascinanti, scoprite di più e ammiratele qui!

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